Castro dei Volsci. Museo Archeologico e Area Archeologica ”Casale”
Attraverso un percorso di 7 sale si ripercorre la storia dell’uomo nel Lazio meridionale dal Paleolitico inferiore al Medioevo. Materiali votivi, tra cui figurine in lamina di bronzo, raffiguranti donne e uomini offerenti, testimoniano l’importanza della valle del Sacco già dal VII secolo a.C. come terra di passaggio da parte delle comunità agro pastorali che scendevano dall’Appennino verso il mare alla ricerca di pascoli più fertili.
I contenuti della sala romana insieme alle splendide decorazioni parietali in marmi policromi appartengono quasi tutti alla villa imperiale detta del “Casale”, facendo intuire l’opulenza e l’alto tenore di vita di famiglie di ceto elevato e residenti proprio in questa zona, grazie alle due grosse arterie di comunicazione, il fiume Sacco e la via Latina. Nell’Area Archeologica sono visibili i pavimenti in mosaico e in marmo colorato, provenienti dall’Asia Minore, di grande bellezza e notevole valore artistico.
Annessi alla villa sono presenti i resti di un impianto termale, e una necropoli altomedievale composta da 18 tombe multiple..
Ceprano. Museo Archeologico di Fregellae
Non lontano da Castro, in località Isoletta (Arce), si trova il Parco Archeologico di Fregellae, fondata dai romani nel 328 a.C. sulla Via Latina e poi distrutta sempre dai romani nel 125 a.C. Sono visibili resti di edifici pubblici e di case di abitazione e molti dei reperti di Fregellae sono anch’essi esposti nel Museo Archeologico di Ceprano.
Pofi. Museo Preistorico
Il Museo raccoglie le testimonianze delle fasi più antiche di questa terra, primo fra tutti il “cranio di Argil”, così denominato dal suo scopritore che lo individuò all’interno di uno strato di argilla, ed è considerato per la Comunità Scientifica Internazionale il resto più antico di Homo Herectus (Uomo di Ceprano) di cui si abbia notizia in Europa, in poche parole un nostro antenato vissuto in terra ciociara più di 800mila anni fa.
Sono conservati inoltre i resti dell’ “Elephans Meridionalis et Antiquus” rinvenuti nel territorio di Pofi e databili almeno a 400mila anni fa. Sono visibili un molare e due zanne del grande elefante oltre ad altri resti di “Homo Herectus” e manufatti paleolitici recuperati nella zona..